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Vedi profilo... vincenzo   -   11/12/2008   -   10:16:02

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"Re: Come uscire? Ancora una volta sconfitti?" E’ possibile oggi una alleanza con i borghesi o con qualche parte di essi?
E’ questa la domanda che si pone Mario?
E come devono essere distribuiti i sacrifici ed i vantaggi?
Prendendo per buona questa ipotesi ho alcune riflessioni da fare sul ruolo che la borghesia italiana sta assumendo in questo periodo di crisi e cosa siamo e, se siamo, in grado di rapportaci a questa.
1)La prima cosa che mi appare palese è l’incapacità della classe dirigente di promuovere, tentare di capire se è possibile realizzare una nuova struttura sociale anche se capitalista.
Senza risalire all’unità d’Italia mi hanno colpito:
-La chiusura sulla sicurezza sul lavoro
-Il rifiuto di accettare i parametri per l’abbattimento delle emissioni industriali
-Lo svuotamento dell’istruzione
Mi sembra che la situazione di crisi avrebbe dovuto anche essere una occasione storica per la borghesia per una diversa produzione.
2)Non siamo in grado di rapportarci all’attuale classe dirigente perché non abbiamo nessun nostro progetto di società. Saremo pertanto costretti ad accettare  quanto esiste e quanto ci viene proposto od imposto. In tal senso siamo culturalmente subordinati e praticamente sottomessi
3)La borghesia (almeno quella italiana) ha avuto le sue occasioni storiche che ha più o meno determinato e sfruttato.

Queste mie riflessioni mi portano a dire che stante la situazione complessiva attuale il nostro atteggiamento (politico, quello sindacale ha delle differenziazioni) non può che di assoluta di intransigenza, ma questa intransigenza se vuole avere un significato preciso e non ideologico deve avere come presupposto la visione di una nuova società in contrapposizione con l’attuale.
Il problema è tutto qui, si fa per dire, ovvero quale società vogliamo costruire, come la nostra individualità non deve essere schiacciata dalle “condizioni oggettive”, dalle “necessità impellenti”, dalle “scelte obbligate” e dai nuovi profeti che la sinistra periodicamente produce. E come tale individualità  invece può crescere ed essere motore di atteggiamenti collettivi e di classe se riusciamo a capire e definire chi c’è dentro a tale classe,
Allora il nostro lavoro è veramente all’inizio, da un lato dobbiamo studiare e capire, dall’altro fissare dei punti precisi su cui attestarci e che rappresentano dei momenti di nostra rieducazione (brutta parola che richiama il regime sovietico).
-Abbandono della politica concertativa del sindacato e basarne l’azione sui rapporti di forza
-Ricostruzione dei momenti di democrazia perduta sui posti di lavoro e nella società e nel sindacato
-Abbandono della cultura industriale di cui siamo storicamente prigionieri
-Riappropriazione di una diversa cultura legata allo sviluppo dell’individualità che vuol dire che il passaggio avvenuto dal lavoro come centro della nostra vita (mito?) al consumo deve portarci alla scoperta della persona ed un ritorno al lavoro visto come parte dello sviluppo dell’individualità
-Ridisegno totale del concetto di progresso
-Azioni pratiche che permettano ai gruppi sociali di nostro interesse di sopportatre la situazione attuale (penso a quelle che sono state le cooperative e le società di mutuo soccorso)

- Reply to:

Vedi profilo... vincenzo   -   11/12/2008   -   09:18:58

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"Come uscire? Ancora una volta sconfitti?" Era interessante l'Infedele dell'altra sera (09/12/2008) per una serie di motivi.
.- nella prima parte un film sulla strage delle Tyssen Krupp con presenti i familiari ed i lavoratori
- nella seconda parte i lavoratori di Fiat, Bertone, e quelli della Motorola ed altri  in cassa integrazione ed alla vigilia del licenziamento
Erano presenti oltre al regista Calopresti, Chiamparino ed un economista (Antonelli?).
Sia Chiamparino che l'economista hanno parlato sulla pelle dei lavoratori al punto che l'economista (sicuramente di area sinistra) ha proposto che per finanziare gli ammortizzatori sociali (visto che il governo ha stanziato una inezia) si mandassero i lavoratori in pensione un anno dopo.
Almeno Chiamparino ha proposto una tassazione delle operazionì finanziarie.
Hanno inoltre fatto riferimento a Boeri/Garibaldi per fare sulle loro proposte una legge.
Non conosco il loro libro ed ho chiesto informazioni all'Armando, ma alla fin fine le proposte sono sempre le stesse ed il sacrificio richiesto sempre agli stessi. Veramente si prepara un brutto periodo.



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